Storia

Nicosia (Nẹcọscia in gallo-italico locale, Nicusìa in siciliano) è un comune italiano di 14.132 abitanti della provincia di Enna in Sicilia ed è sede di diocesi.

Nicosia sorge sui declivi di quattro rupi su cui spiccano i ruderi del castello medievale ed è caratterizzato da strade in pietra e da abitazioni ricavate nella roccia.

Di antichissima origine (Engio, Erbita e Imachara), Nicosia, “Città di S. Nicolò”, si suppone fu fondata dai Bizantini attorno al VII secolo. Tra le nevi e i boschi delle Madonie e dei Nebrodi, si insinua un territorio collinare che già affascinò gli Arabi (“Oppidum Sarracenorum”), il Normanno Conte Ruggero d’Altavilla e l'Imperatore svevo Federico II.

Ruggero ripopolò Nicosia con genti lombarde che conferirono alla città un particolarissimo dialetto gallo-italico, tuttora parlato dagli adulti. Federico II la insignì del titolo di “Civitas Costantissima” arricchendola di cultura e arte medievali. Nicosia fu “Città Demaniale” fin dal XII secolo, possedendo numerosi feudi e incrementando il proprio patrimonio architettonico ed artistico che, correndo attraverso il rinascimento e l’era barocca, giunge fino all’800 con i raffinati palazzi gentilizi della “città dei 24 Baroni”.