Nicosia archeologica

La particolare situazione geomorfologica nicosiana ha favorito il cosiddetto trogloditismo (insediamento umano preistorico e protostorico in grotte artificiali): tali insediamenti rupestri si evidenziano sia nel tessuto urbano di Nicosia che in quello di Sperlinga.

In epoca romana e tardoantica, tali strutture vennero usati principalmente a scopo funerario, mentre durante i secoli del medioevo vennero riutilizzati come castelli e luoghi di controllo del territorio.

Durante le epoche più recenti, le stesse grotte vennero poi utilizzate come abitazioni rurali e come siti produttivi (palmenti, fornaci, stalle, silos, ecc.).

 

All’interno del centro storico di Nicosia, a Monte San Giorgio, sono stati segnalati rinvenimenti di età romana riferibili a necropoli (Beritelli e Narbone, nel 1852, riferiscono della presenza di sepolcri, bagni, lucerne, musaici, vasi greco-siculi, medaglie di rame e d'argento con iscrizioni di Gerone II, di Caio Plutio console, di G. Cesare, di Ottaviano Augusto, d'altri imperatori; ed Orsi, all'inizio del XX secolo, scopre in vicinanza della città ...sepolcri d'età romana imperiale contenenti monete di Tiberio, M. Aurelio, Faustina ed altri imperatori).

Dal 1970, le esplorazioni di Giacomo Scibona dell'Università di Messina segnalano …la presenza di frammenti ceramici attribuibili ad avanzata età imperiale ... in un taglio prossimo alla Torre del Castello, ed un insediamento rurale tardo romano sul Cozzo della Croce.

Altri esempi di trogloditismo sono da individuare in C/da Santi Quaranta (resti di una necropoli con  ipogei scavati sudi una cresta rocciosa sul torrente Fiumetto), in C/da Perciata (tombe ad arcosolio), nel  Balzo della Rossa (castello rupestre), Monte S. Onofrio e Cozzo S. Marco (ipogei paleocristiani), e nelle grotte di Contrada Vaccarra.