Baronie di Mallia e di Sant’Andrea

Baronia di Mallia

Il feudo apparteneva alla terra e castello di San Mauro; l’8.11.1374, Federico III lo donò al nobile Enrico de Ventimiglia dal quale, a sua volta, il 10.2.1394, passò al nobile Nicola de Baldo (alias Bauda alias de Silletto) della Terra di San Mauro; la donazione venne accettate e confermata da re Martino con privilegio dato a Catania il 27.2.1399.

In forma di feudo, con investitura dell’8.6.1499, risulta in possesso di Artale Sillito e Baldo, cui successe il figlio Giovanni Antonio Sillito-Baldo (investitura del 10.2.1506).

Il feudo passò poi in possesso della famiglia (La) Fontana con un Giuseppe Fontana (investito il 4.2.1623; egli, dietro richiesta alla Regia Corte, ottenne la concessione in feudo nobile e baronale, con investitura per sé e suoi eredi in data 15.1.1622.

Da Giuseppe la baronia passo quindi al suo unico figlio maschio, Giuseppe junior, che se ne investì  nel 1654.

La figlia di Giuseppe junior, tale Eleonora, sposò Giuseppe Speciale e Gussio che, per donazione fatta dal padre alla figlia in occasione del matrimonio, acquisì maritale nomine la baronia: il titolo passò cosi alla famiglia Speciale in data 13.4.1656.

Rimasta vedova, Eleonora Fontana, il 28 Giugno 1673 prese investitura del feudo di Mallia in quanto erede designata dal marito; alla sua morte, la baronia passo al figlio, Gabriele Speciale-Fontana (investitura del 5.3.1700).

 

Da padre in figlio, sempre in seno alla famiglia Speciale, la baronia fu ereditata in sequenza cronologica da Giuseppe, poi da Gabriele, altro Giuseppe, ed infine da Gabriele Speciale e Beritelli (investitura del 2.7.1810), che fu l’ultimo feudatario insignito prima dell’abolizione della feudalità, e fu anche l’ultimo Regio Segreto di Nicosia: egli sposò Anna Nicosia dei baroni di Sangiaime, dalla quale ebbe due figli, Giuseppe e Giovanni Speciale-Nicosia, entrambi eredi del titolo baronale (la feudalità era stata già abolita).

Gabriele, con suo testamento, dispose che l’intero patrimonio disponibile fosse diviso tra i figli Giuseppe e Giovanni; essi, alla morte del padre (1848) e della madre (1851), entrambi nominati eredi testamentari, con atto di divisione, stabilirono che:

-          a Giuseppe si attribuisse il feudo di Mallia, i censi dell’ex feudo di Vaccarizzo, altri beni (tra cui la metà del palazzo sito a Nicosia alla Colletta), nonché i titoli nobiliari di Barone di Vaccarizzo e Barone di Mallia;

-          a Giovanni si attribuisse invece la metà del palazzo sito alla Colletta e il titolo di Barone di Santa Maria la Nova.

 

Giuseppe, barone di Mallia e di Vaccarizzo, sposò Valentina Giovanna Salamone, che gli diede come figli:

-           Gabriele, barone di Vaccarizzo (sposò Giuseppina Valguarnera);

-           Nicolò, barone di Mallia;

-           Anna (sposò il barone Bernardo Paolo di Falco);

-           Serafina (sposò il barone Graziano Cirino);

-           Maria Viola (sposò il barone Gaetano La Motta).

 

Nicolò assunse il titolo di Barone di Mallia in quanto, nella spartizione dell’asse ereditario paterno, gli si attribuì l’ex feudo di Mallia; egli sposò Eleonora Alessi, dalla quale ebbe il figlio Giuseppe (Peppino, barone Mallia), che morì nel 1947; non avendo egli successori dello stesso sangue e cognome, alla sua morte, il titolo di barone di Mallia si trasferì araldicamente al cugino del ramo primogeniale (cioè Francesco Speciale e Valguarnera).

A Francesco, che si sposò due volte, subentrò nel solo titolo il figlio primogenito Gabriele (avuto in prime nozze da Maria Gallotti) e quindi Francesco, figlio del detto Gabriele.

Il feudo invece, condotto per lungo tempo in gabella, già prima della seconda guerra mondiale fu frazionato in diversi poderi di 10-15 ettari ciascuno, venduti successivamente a numerosi acquirenti.

Palazzo Mallia si trova in via Fratelli Testa ed è proprietà (il 1° piano) del notaio Massimo Rizzo.

La villa nobiliare si trova in C/da Santa Andrea e appartiene alla famiglia La Giusa.

 

Baronia di Sant’Andrea

I dati storici della baronia iniziano con un Antonio Basilotta (figlio di Pietro, fratello di Francesco e Vincenzo e sposo di una Falco) che, possedendo un latifondo sito in C/da Sant’Andrea (territorio di Nicosia), ne chiese ed ottenne dal viceré l’infeudazione jus francorum con titolo di Barone il 1.6.1638.

 

 

 

 

 

Stemma nobiliare della famiglia Basilotta

 

 

 

Alla morte di Antonio, s’investì della baronia il figlio Carlo (investitura del 29.12.1648), che aveva acquistato anche il titolo di barone dei Sette Feudi (Sugarita, Gorgo, Cacchino, Calogno, Nasco, Larbano e Carotta).

Carlo nominò poi erede del feudo di Sant’Andrea la nipote Anna Antonia: ma, poiché la donna non poteva ricevere l’investitura in quanto, per jus francorum, i vassalli feudatari dovevano prestare servizio militare (cosa che una donna non poteva fare), in sostituzione della moglie, prestò garanzia il suo sposo Ottavio Gravina (principe di Ramacca) che, maritali nomine, venne investito del feudo suddetto il 1.10.1694; Anna Antonia divenne così anche principessa di Ramacca. 

In seguito, col consenso della Real Corte, Giuseppa Nigrelli acquistò da Anna Antonia il feudo di Sant’Andrea; essa sposò Giovanni Speciale e Basilotta (figlio di Pietro Speciale-Fontana e di Ursula Gaetana Basilotta, baronessa di San Carlo) che, maritali nomine, s’investì della Baronia di Sant’Andrea il 21.1.1736.

Giovan Pietro Speciale e Nigrelli, figlio di Giovanni, ricevette come erede universale l’investitura della baronia il 16.1.1765; egli era anche Barone di San Carlo (in quanto proprietario dell’Ufficio di Maestro Notaro della Curia e del Senato di Nicosia) e Capitano di Giustizia di Nicosia nel 1769-70.

Alla morte di Giovan Pietro, s’investì della baronia il figlio Giovanni Antonio Maria, che fu anche  Senatore di Nicosia negli anni 1798-99 e ultimo feudatario di tale baronia prima dell’abolizione della feudalità.

Il palazzo nobiliare dei Basilotta (e poi dei Nigrelli) si trova in via SS. Salvatore, mentre gli Speciale di Sant’Andrea possedevano due palazzi: uno collocato in via Giudecca e l’altro alla colletta vicino la Regia Secrezia.

La villa baronale degli Speciale di Sant’Andrea era sita in C/da Paravola Sottana (i ruderi esistono ancora e sono proprietà della famiglia Raspanti).

 

Geneaologia della famiglia Basilotta

 

I dati storici sulla famiglia[1] iniziano con Antonio Basilotta (figlio di Pietro, fratello di Francesco e Vincenzo e sposo di una Falco) che, possedendo un latifondo sito in C/da Sant’Andrea (territorio di Nicosia), ne chiese ed ottenne dal viceré l’infeudazione con titolo di Barone il 1 Giugno 1638[2].

Antonio ebbe tre figli:

a) Giovanni nacque nel 1647, e a lui si deve, in cooperazione col barone Nicosia, la fondazione del Monte di Pietà nella nostra città. Per i suoi atti di filantropia, si ridusse al lastrico, tanto che i due figli maschi, Antonino e Giuseppe, per vivere, furono costretti a lavorare i campi in qualità di contadini, mentre l'unica figlia Anna venne affidata alle cure del fratello primogenito; Giuseppe divenne poi Capitano di Giustizia a Nicosia nel 1706-7;

b) Carlo (1645-1672) ereditò dal padre il titolo di barone di Sant'Andrea e vi aggiunse anche quello dei “Sette feudi” (Sugarita, Gorgo, Cacchino, Calogno, Nasco, Larbano e Carotta), che aveva acquistato da Geronimo Pilo-Bologna[3]; vero benefattore, risollevò le condizioni dell'ospedale cittadino, richiedendo in cambio delle sue elargizioni solamente che l’istituto portasse il suo nome (che tuttora conserva); Carlo visse dominato dall'influsso dei Padri Minori del vicino convento (era infatti iscritto alla Confraternita dei Padri Minori come fratello). Il figlio legittimo, di nome Giuseppe, sposò il 20 ottobre del 1720, all'età di anni 50[4], Celestina, figlia del barone don Filippo Nicosia (dalla quale pare non ebbe eredi);

c) Francesca Basilotta-Falco, che il 1 Luglio 1655 sposò Lorenzo La Valle-Gioeni barone di Valdoro[5].

I Padri Minori, amministratori dell’eredità dei Basilotta, morto Carlo, consegnarono alla nipote Anna il feudo di Sant'Andrea (rispettando anche il volere testamentario dello zio) e trattennero per sè i Sette Feudi che costituivano gran parte dell’eredità.

A Carlo quindi, nella successione del feudo di Sant’Andrea, seguì la nipote Anna Antonia che sposò Vincenzo La Farina, marchese di Madonia; ebbero una figlia, Antonia La Farina-Basilotta, che sposò Ottavio Gravina (principe di Ramacca). 

Carlo (di Antonio) sposò Aurora Romano, dalla quale ebbe tre figli: Ursula, Giuseppe e Anna Giovanna.

Ursula Gaetana (baronessa di San Carlo) sposò Pietro Speciale-Fontana: i coniugi ebbero il figlio Giovanni Speciale-Basilotta, il quale sposò Giuseppa Nigrelli dalla quale, maritali nomine, gli pervenne la Baronia di Sant’Andrea[6]; Giovanni morì a Nicosia il 19 Ottobre 1763.

Giovan Pietro Speciale-Nigrelli (di Giovanni) fu Capitano di Giustizia a Nicosia nel 1769-70  e proprietario dell’Ufficio di Maestro Notaro della Curia e del Senato di Nicosia; egli sposò Gaetana Speciale-Valguarnera e morì a Nicosia il 7 Aprile 1792.

Giovanni Antonio Maria (di Giovan Pietro Speciale) fu Cavaliere di Malta, Senatore di Nicosia negli anni 1798-99 e ultimo feudatario della Baronia di Sant’Andrea prima dell’abolizione della feudalità.

 


[1]  Libro delle Grazie e Manoscritti Alabisio (BCN)

[2]  Conservatoria di Registro, Mercedes, vol. anni 1637-38, fol. 370

[3]  Fede di vendizione fatta da notar Giovanni Maria Contino di Nicosia in data 23 Maggio 1652

[4]  Fede di legittimazione, che si conserva nell'archivio della nostra Cattedrale, del 6 Ottobre 1670

[5]  Capitolo matrimoniale in notar Domenico Lo Valuo di Palermo del 1 Luglio 1655.

[6]  Real Cancelleria, XIV Ind., fol. 74